Marco Mattiucci

Vivera una vita difficile

Non esiste nessuna maledizione grande come quella di avere una vita facile con migliaia di dettagli in palese evidenza. Sia perché la nostra possibilità umana di vedere è limitata per cui quando c’è troppo da vedere approssimiamo cancellando i dettagli. Sia perché ci sono dettagli che possono essere visti solo se l’osservatore è maturato a sufficienza. Il mio Maestro dice: “…chi si da’ gratis è poco apprezzato e presto abbandonato!”, lo stesso vale per i dettagli palesi.

Oltre alla difficoltà di rilevazione deve sussistere, nel cercatore, un “fame di verità”. Nessuno cerca se non è in preda ad uno squilibrio interiore che si trasforma in un impulso istintivo simile alla fame. La fame non ha rispetto né della ragione e tantomeno dei sentimenti. È una direttiva di base, semplice e potente, scritta nella persona dalla sua creazione. La fame è seconda solo alla necessità/impulso di sopravvivenza di cui è stretta parente. Si può scegliere di avere fame? No, si può essere tanto forti da ignorarla ma la fame c’è o ci sarà. Nello stesso modo la fame di verità è un impulso che tocca, prima o poi, tutti. Lo si può ignorare, pagando forti conseguenza sulla propria stabilità emotiva. Lo si può soddisfare, mettendosi alla ricerca di dettagli e votando la propria vita ad una sorta di frustrazione. Il cercatore è quindi, ancora una volta, un frustrato, ma, come più volte sottolineato, non si parla di felicità quanto di forza.