UM-YANG ed Informatica
C’è una meta-analogia naturalistica orientale, grande ed omnicomprensiva, denominata UM-YANG nella cultura tradizionale antica coreana (Yin-Yang in cinese). Essa trae origine dai sistemi divinatori sciamanici arcaici basati sullo studio delle configurazioni (disegni) che ossa secche di animali formavano sul terreno opportunamente lanciate da uno sciamano.
Al vuoto del terreno, che indica il vuoto originario dell’universo, si contrappone il disegno formato dalle ossicina atto a formare (creare) idee, profezie, ecc.. Dalle ossa e dal vuoto si è determinato un modello astratto dell’intera realtà straordinariamente sofisticato e flessibile.
Il vuoto è divenuto il fondamentale punto di partenza. Ma cos’è il vuoto in questa analogia? È il modello del concetto di assenza. Non è umanamente possibile ricreare il vuoto originario ma solo vuoti parziali. L’esperienza del vuoto originario non può essere scientifica ma, a mio avviso, solo mistica. Nel poco che comprendo penso, addirittura, che neanche la morte sia sufficiente a far sperimentare il vuoto originario. Nell’immensità vuota ed eterna (il tempo non ha significato nel vuoto originario) solo l’energia (Ki) può sussistere (dal mio punto di vista il Ki è Dio o la manifestazione di sue azioni) e dove esiste energia può esistere accumulo o riduzione di essa. L’accumulo di Ki è una entità di base denominata forza o YANG. La riduzione di Ki è l’entità complementare alla prima denominata debolezza o UM. La forza è l’intero, una linea senza interruzioni che astrae il disegno dell’osso intero: _________. La debolezza è ovviamente un osso spezzato: ___ ___.
Nel vuoto originario il Ki era equidistribuito. Non vi erano differenze per cui spazio e tempo erano indistinguibili. La tradizione coreana dice che il Ki ha iniziato a vorticare determinando differenze e quindi UM-YANG si è determinato. Da esso, a seguito del continuo movimento energetico si determinano forme di mutua e continua mutazione che non esclude la creazione di altre entità via via più complesse:
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Perpetrando le ricombinazioni binarie le entità che si determinano risultano sempre più complesse, sempre più differenziate e sempre più numerose, fino a determinare l’universo non vuoto in cui viviamo e di cui siamo parte. Tutto si può riflettere in questo strano modello analogico binario e ciò è dimostrato, tra le altre cose, dal fatto che UM-YANG nella sua versione cinese (Yin-Yang) ha permesso di determinare la logica binaria alla base del funzionamento dei calcolatori elettronici e di qualsiasi sistema digitale che oggi tanto normalmente e facilmente impieghiamo tutti.
Non è un caso che il computer si stia, infatti, avviando a poter descrivere/controllare e/o gestire la maggioranza di ciò (idee ed oggetti) che è a disposizione degli esseri umani nel mondo conosciuto. L’idea alla base di UM-YANG è che tutto può essere visto come combinazione più o meno complessa di 2 principi opposti.
Vi è una interessante contraddizione in questo modello naturalistico. Le entità complesse, seppur determinate da un processo costruttivo binario in cui la divisione tra gli elementi costitutivi è evidente, se suddivise a fini analitici, ossia alla ricerca degli atomi costituenti (atomo è usato come termine che indica indivisibilità) portano ad una serie di elementi che, ricomposti, non restituiscono l’integrità originale. Non è questa una cosa strana se si pensa che il vero atomo è UM-YANG stesso, ossia dei principi metafisici che, analiticamente, non possono essere individuati ma, interiormente è possibile sperimentarli (anche le nostre sensazioni, idee, ecc. sono esprimibili come combinazioni di UM-YANG). Non è strano neanche, quindi, che, studiando la materia, la scienza trovi continuamente nuova sub-particelle sempre più piccole. Si deve poi aggiungere che la stessa scienza propone l’esistenza di tali particelle spesso a livello solo teorico – matematico, sfiorando definizioni mistiche. Nel 1800 propugnare la dualità onda – corpuscolo, ossia la teoria secondo la quale materia ed onde energetiche sono confondibili oppure la collegata ed esplicativa teoria di Einstein E = mc2 secondo cui materia ed energia si possono equivalere, era un abominio filosofico. La stessa equivalenza materia – energia oggi è una verità scientificamente assestata. Si pensi che era stata concettualizzata ben 2000 anni prima dai pensatori orientali sulla base solo di osservazioni analogiche macroscopiche.
Appunti di viaggio ...
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