Marco Mattiucci

SALVO D'ACQUISTO

Vice Brigadiere dei Carabinieri

Nel traffico di Roma, tra le luci delle infinite code di auto che procedono senza fine verso la capitale mi capita spesso di estraniarmi e di riflettere sulla mia scelta di essere un Carabiniere, sulle motivazioni etiche e morali che mi hanno spinto e sulle responsabilità che ciò comporta. In casi come questi ed in molti altri la mia incondizionata ammirazione verso Salvo D'Acquisto non può che illuminare con forza e determinazione la mia mente. Per me un esempio di leadership perchè quando tutti, anche i suoi militari, hanno abbandonato posto ed uniforme Lui è rimasto. Per me esempio di dedizione, sacrificio e servizio sociale perchè quando la società barcollava tra una spinta politica ed un'altra senza più guide Lui è rimasto con l'intento di mantenere ordine e sicurezza fino a morire.
Questo senza essere servo di nessuna fazione ma solo di Dio e dei suoi doveri.

 

Nacque a Napoli il 15 ottobre 1920: primogenito di 5 figli. I genitori: Salvatore, palermitano, e Ines Marignetti. Una famiglia modesta, sana, unita, profondamente cristiana. Maturò Ia sua personalità alla Scuola dei Salesiani e, dal 1939, nell'Arma dei Carabinieri. Carattere mite, schietto, amante della disciplina e del lavoro.. Sempre unito alla famiglia. Una preferenza: per gli ultimi, per i deboli, per gli indifesi. Si distinse per il senso del dovere, per la dedizione al prossimo, per l’amore alla Patria. In servizio alla stazione di Torrimpietra, Salvo non esitò un istante per salvare la vita dei 22 ostaggi ormai prossimi alla fucilazione.

Una testimonianza estrema di amore ai fratelli, ispirata e sostenuta dalla Fede e dalla Carità di Cristo: cosi il Servo di Dio chiuse la sua esistenza terrena il 23 settembre 1943. "Luminoso esempio di abnegazione e di sacrificio" - lo propose il Santo Padre il 9 aprile 1983 agli Allievi Carabinieri di Roma. Il popolo di Dio con le stellette lo ricorda e l'onora come Martire della carità.