Marco Mattiucci

La religione

La religione deve avere lo scopo di alimentare lo spirito, creare un legame con l'entità superiore che si suppone essere alla base dell'universo (a prescindere da quale si creda che essa sia), stimolare la riflessione sulla propria vita e quindi sul perchè facciamo ciò che facciamo e siamo quello che siamo, creare una base etica sulla quale poi operare ben sapendo che viviamo in una data società ed epoca.

GUAI se la religione si impone sulla ragione fino a schiacciarla.

Ragione e religione devono convivere e supportarsi a vicenda, perchè in nome della fede tutto è possibile ma dobbiamo fare in modo che il verso di questo tutto sia positivo e non negativo, fatto che solo la ragione deve valutare.

GUAI se la ragione si impone sulla religione fino a schiacciarla.

L'essere umano ha bisogno di orientare la sua fede verso l'alto. Ogni volta che si pensa di poter concretizzare quell'"alto" con qualcosa di razionale il risultato è portare la fede in terra e fare della religione un credo umano. I credo umani sono limitati e fasulli. Non credo nell'esistenza degli atei, il più delle volte gli atei sono disillusi disperati che hanno sostituito una fede con un'altra.

GUAI se la religione autorizza una qualsiasi forma di violenza.

La religione deve essere prima di tutto amore e l'amore non ammette nessuna forma di violenza. La violenza viene dall'essere umano, dalla natura e da questo mondo che non sa vivere senza conflitto, in ogni suo aspetto. La superiorità dell'uomo sugli eventi è nel sostituire l'amore alla violenza.

GUAI se la religione diviene strumento di potere.

Il potere sugli altri non può essere nelle mani di un santo proprio perchè tale. Quando la religione diviene mezzo di potere si trasforma in un'aberrazione della politica della quale non ha l'autorità formale e per la quale perde immediatamente il carattere di spiritualità.

GUAI se la religione diviene risposta cieca a tutte le domande dell'essere umano.

Bisogna capire che la nostra esistenza è fatta anche di domande senza risposta e cercare di formalizzare risposte a mezzo della religione significa impiegarla oltre il proprio scopo che, di converso è creare domande non rispondere.

GUAI alle istituzioni religiose umane.

Le istituzioni umane che pensano di incorporare una religione tentano un assurdo perchè è solo nell'essere umano, non nelle organizzazioni, per quanto grandi o rinomate, che può vivere la religione.

GUAI ad identificare l'Ente che ha creato l'universo con la religione.

La religione è una formalizzazione umana di fatti divini e come tale una strada e non l'obiettivo da raggiungere alla fine della strada. Cerchiamo di non essere tanto gretti da pensare che le parole che descrivono un fatto siano più importanti del fatto.

GUAI a chi pensa che la religione si esaurisca in un libro.

Per quanto bello, espressivo, rappresentativo, completo e magari anche ispirato dall'alto un libro rimane un libro.

GUAI a chi pensa che la religione si esaurisca in un uomo o una predica.

Per quanto illuminata una persona è sempre un essere umano.

GUAI a far vivere la religione in una setta.

In una setta, una volta entrati è difficile uscire. Una setta chiede alla persona più di quanto la religione stessa faccia. L'anima dell'essere umano è solo dell'Entità che ha creato l'universo e di nessun altro: organizzazione, setta o istituzione.

GUAI a pensare che la religione sia solo per qualcuno.

Chi siamo noi per capire quali sono gli scopi dell'Entità che ha creato l'universo? Chi siamo noi per metterci al suo posto e selezionare chi sarà in sua grazia? Per cui evitiamo di parlare di popoli eletti e di religioni elette e soprattutto evitiamo di darci ragione pensando di essere gli unici nel giusto.

GUAI se la religione diviene strumento di conquista.

Questo sia delle anime, spingendo l'acceleratore della conversione, che delle persone intese come seguaci, che delle istituzioni quando divengono filo-religiose. La religione deve solo proporsi e non imporsi e questo solo alle persone, mai alle istituzioni. La persona deve avere il tempo e modo di scegliere e colui che converte deve evitare di sentirsi il detentore della verità assoluta che, come ormai più che noto, non è in mano a nessun vivente.

GUAI a discriminare le persone in base alla religione.

Chi siamo noi per decidere che nella strada verso l'Entità che ha creato l'universo il nostro percorso è meglio di quello di altri? o che gli altri non abbiano capito correttamente il senso della ricerca? Bisogna avere rispetto per tutti.

ED INFINE:

GUAI A COLORO CHE, NASCONDENDO DIETRO LA RELIGIONE DEI FATTI DI POLITICA; POTERE O DENARO, ASSURGONO A FUNZIONE DI NUOVI PROFETI O LEADER.

Dato che mi professo cristiano cattolico qualcuno si domanderà come faccio a convivere con le menzionate idee. Non è difficile, infatti non sono nè schiavo nè succube della chiesa cattolica (non me lo chiede e se lo facesse avrei forti dubbi nel rimanerne dentro), che non manco di rimproverare per il suo passato spesso torbido e neanche di ammirare per la vasta schiera di persone eccezionali che ne hanno fatto parte. Io mi considero umilmente schiavo e servo solo di Dio come penso qualsiasi altro essere umano. A Lui apparteniamo ed a nessun altro!!! Gli ideali, le Istituzioni e le persone che accetto come leader sono mie guide e non miei padroni per cui rimarranno tali fino a quando in coscienza sentirò di proseguire per la loro strada.