I frutti del proprio lavoro
Coltivo diversi alberi da frutta nel mio giardino ed ogni anno aspetto impaziente i frutti per poterne mangiare. Usualmente cerco di mangiarne dopo un allenamento quasi a sacralizzarne il momento e ne mangio poco ogni volta perchè voglio che duri. Oltretutto non disperdo quasi nulla del frutto, dato che non utilizzo veleni di nessuna sorta, spesso mangio il frutto per intero e non solo la polpa.
Mi è capitato più volte di vedere rigogliosi alberi da frutta in splendide case di ricchi proprietari i cui frutti stazionavano sui rami fino a cadere marci. Più di una volta mi sono chiesto: "ma perchè non ne mangiano?" e poi ho capito: non vengono da un supermercato!
Molte di queste persone pensano che i loro frutti casalinghi non possano loro dare le stesse garanzie di quelle provenienti da una catena produttiva industriale "controllata".
Invito a riscoprire il sapore di un frutto del lavoro delle proprie mani. Invito a piantare una pianta, a curarla e ad aspettare che faccia frutto. Invito le persone a sporcarsi con il cibo e a non pensare che solo le catene di produzione tecnologica possano fornire qualcosa di buono. Ma noi, in definitiva, cosa ne sappiamo veramente dei prodotti che tali catene ci propongono?
Allo stesso modo per le idee.
La catena produttiva delle idee è la televisione, è Internet, è il cinema, sono i libri, ecc.. Niente di tutto questo è negativo in assoluto ma invito le persone a riscoprire il sapore del frutto della comunicazione diretta con le altre persone. Sguardi, toni di voce, odori, movimenti, sensazioni, ecc. sono la vera comunicazione e ciò che determina a livello creativo e stimolativo questo tipo di interazione non può determinarlo niente altro.
Appunti di viaggio ...
(Indice delle annotazioni)
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