Il fruitore...
Non si intende fare un discorso innocentista data la gravità e l'entità del fenomeno pedopornografia su Internet ma esistono diversi casi in cui la prevenzione può limitare enormemente i danni e soprattutto può costituire un concreto freno a questo mercato dell'orrore.
Una grossa percentuale dei fruitori ammette di visionare materiale pedo per curiosità, una curiosità apparentemente innocente che invece nasconde grandi responsabilità (pensate ai minori che sono presenti nelle foto e/o nei video, non sono giocattoli di piacere ma esseri umani che rimarranno marchiati a vita quando non già uccisi da chi li impiega per creare il materiale o inviati al mercato della prostituzione, ecc.).
La curiosità generalmente non è la spinta determinante, si tratta di una scusa ben architettata dalla loro coscienza per coprire delle lacune personali quali: noia, tristezza, depressione, senso di abbandono, incomprensione, incapacità di relazionarsi anche a livello sessuale con pari età, ecc.. In definitiva la ricerca e visione di tale materiale è uno straordinario mezzo di diagnosi delle difficoltà psicologiche personali.
In tal senso si può fornire un valido aiuto al fruitore affrontando per tempo il fatto e cercando ovviamente di individuarlo il più velocemente possibile. Per questo sono indispensabili i familiari o conviventi i quali hanno generalmente tutti gli strumenti per giudicare ma spesso rifiutano l'idea stessa che il fatto possa accadere. Quindi:
1) Cominciamo a pensare che la fruizione non è legata a "mostri" delle favole ma tutti possono esserne coinvolti, lo dimostrano le incredibili statistiche sugli arresti, tutte le classi sociali e tutte le età (dai 12-13 anni) sono potenziali fruitori.
2) Il tempo speso su Internet al lavoro e a casa è un indice importante, soprattutto se dedicato a navigare su siti a tema erotico o pornografico. Quando questo tempo incide sulla presenza in famiglia e/o ci sono richiami sul posto di lavoro l'allarme è presto lanciato.
3) Il soggetto può tendere a divenire emozionalmente distante, freddo e poco disponibile con chi ha attorno allontanando progressivamente qualsiasi attività di natura sociale.
4) Si presenta una necessità di privacy spesso esagerata durante le attività online e quindi il soggetto si chiude spesso in camera e/o chiude con decisione la porta quando altri lo guardano navigare oppure cambia la schermata quando qualcuno si avvicina.
5) Il consumo e l'accumulo di materiale porno generalmente aumenta senza apparenti spiegazioni.
6) Le attività online vengono sempre più spesso svolte a tarda notte con notevole spesa di energia ed affaticamento che si evidenzia palesemente durante il giorno con calo di attenzione, resa lavorativa, ecc.
7) Il soggetto promette di non spendere più così tanto tempo online se richiamato da amici e familiari ma persevera ossessivamente nelle sue abitudini.
8) I comportamenti e le preferenze sessuali sono soggette a cambiamenti più o meno evidenti al passare del tempo.
9) Il soggetto inizia a cancellare le proprie tracce di navigazione ed impiega con sempre maggiore frequenza software di mascheramento e di evidence-erasing.
10) In apparente contraddizione con quanto visto sopra il soggetto trova stimolante passare diverso tempo a navigare online in compagnia di bambini che gli sono vicini o disponibili escludendo nella maggioranza dei casi gli adulti.
11) Il soggetto inizia ad avere incontri con persone non note a familiari ed amici con le quali sembra avere un alto grado di feeling, collaborazione e complicità.