Marco Mattiucci

La paura di cambiare

Il cambiamento è la massima espressione del tempo o forse sarebbe meglio dire che il tempo esiste perchè esiste il cambiamento.

Il tempo è l'astrazione principale che l'essere umano è in grado di fare al fine di localizzare i cambiamenti ed in qualche modo giustificarli. Ma perchè tanta necessità di guardare ai cambiamenti con aria di pianificatore, soprattutto per coloro che sono ossessionati dal tempo che scorre? per non annichilirsi pensando che in fin dei conti nulla possiamo contro il mutamento.

Un qualche remoto sentimento infantile ci spinge a replicare con forza le situazioni in cui stavamo bene ed a evitare quelle in cui soffriamo. In linea di massima non ci è consentito agire in nessuno dei due modi e l'ossessione di cercare qualcosa, concretizzata nel fermare il continuo cambiamento del mondo, porta solo ad un'assurda lotta il cui esito finale è la morte.

Per molte persone è addirittura difficile accettare i propri di cambiamenti come se la natura dovesse aver rispetto di noi. Tutto cambia di noi continuamente: corpo, mente e spirito. Il corpo invecchia e muore fornendo concime alla terra da cui altri corpi nasceranno. La mente invecchia ed annichilisce, dimentica, rallenta al punto di ammorbarsi e chiudersi in se stessa, anch'essa fino alla morte. Lo spirito è uno e riassorbe se stesso per cui la morte non ha per lui un minimo senso ma il fluire al suo interno è pressante e continuo come un enorme vortice che non ha mai avuto inizio e mai avrà fine.

La paura di subire il cambiamento si può esprimere anche nella depressione che ti spinge a non agire. Il terrore di non essere un punto fisso nell'universo può rendere ciechi e soli in balia del tutto per alla fine convincerti dell'assurdo unico rimanente assoluto che l'unica cosa da fare è attendere immobile la morte. Povera idiozia perchè di fronte all'uragano del cambiamento ci si costruisce un aquilone di stoffa e si vola sospinti dalla tempesta attaccati ad esso pensando che almeno il peggio sia indistruttibile.

No, nè bene, nè male, nè giovane, nè vecchio, nè bello, nè brutto, nè bianco, nè nero, ... nulla di tutto questo rimane lo stesso ma tutto fluisce. Il grigio del cambiamento è temporaneo ed ispiratore mentre il puro colore dell'ideale umano è solo un indizio della fine.