La bellezza del guerriero
Il guerriero è per sua natura bello ed affascinante. Incute paura, rispetto ma anche una sorta di ammirazione che, spesso, ne fa oggetto di emulazione. Come visto, una delle caratteristiche essenziali di un guerriero, grazie al suo continuo addestramento, è il poter dirigere con la volontà se stesso in una sola direzione con tutta la sua forza.
A tale proposito mi è stato rimproverato il fatto che in tal modo una persona tende a perdere altre cose nella vita, potenzialmente anche importanti. L’autodisciplina dell’addestramento potrebbe essere una causa di cecità. Inevitabilmente riprendo la storia dell’eremita Zen che dalla clausura della propria cella diceva di vedere l’intero universo. Chi vede bene? Colui che cerca di guardare affannosamente tutto? Colui che guarda una sola cosa molto bene? O infine colui che si accontenta di vedere ciò che può? Non posso dare una risposta valida per tutti allora non ne darò. Dal mio punto di vista personale, però, non mi va di vivere affannosamente e nemmeno di accontentarmi per cui, da guerriero apprendista, voglio illudermi di poter scegliere e dedicare me stesso ad una cosa sulla quale, poi, far riflettere, come su uno specchio, l’intero universo, ivi includendo ciò che non conosco.
Privazioni, gioie, dolori, fatiche, serenità e tutto quello che provo fisicamente e mentalmente sono quindi inquadrati nell’alveo del mio addestramento marziale ed in esso acquistano un senso completo e strategico. La vita stessa diviene un combattimento che finirà con la morte.
Appunti di viaggio ...
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