Marco Mattiucci

Apprendimento

La nostra società impone efficacia.

Anche lo studio e l'apprendimento sono stati orientati e ridotti in tale direzione eppure l'atto creativo non è orientato all'efficacia e quindi ne risente abbondantemente. La creatività ha bisogno di spazio e non di direzioni obbligate. L'intelligenza di ispirazione e non semplicemente di analisi strutturale.

Il problema di fondo è che uno studioso serio non è mai soddisfatto del livello di abilità e/o conoscenza raggiunti. C'è sempre qualcosa su cui lavorare per migliorarsi, soprattutto se la propria esperienza consente di vedere per bene i difetti di ciò che si è già raggiunto. Può essere che si tratti di una nuova teoria, del miglioramento di una teoria esistente e/o dell'incorporamento di nuovi significati e scopi o principi a quello che si è già consolidato.

In ogni caso la chiave è RINNOVARE!

Non è questione se il difetto ci sia o meno, è solo questione di vederlo perchè un difetto c'è sempre in qualsiasi teoria ed anche quando lo si elimina se ne apre un altro più sottile (è umano...).

Anche voi che leggete, se studiate teorie scientifiche o umane , ce ne saranno alcune che sentite meglio ed altre peggio, queste ultime potrebbero presentarvi dei difetti.

Talvolta questo fatto (dei difetti comunque esistenti in qualsiasi teoria) è di incoraggiamento per chi inizia lo studio di una scienza. Umanizza e relativizza ciò che impari e ti fa capire che tutti, sebbene a livelli diversi, devono combattere con i propri limiti per migliorare (ricordiamo che il difetto potrebbe parimenti essere nella teoria studiata o in chi la studia...).

Quando siamo realmente soddisfatti di qualcosa e non sentiamo più la necessità di rifinire le nostre conoscenze in quell'ambito (perchè magari le riteniamo in qualche misura definitive) allora qualcosa non va nel nostro studio.

In questo senso l'apprendimento deve essere "Lifelong learning", un viaggio che dura una vita e non un tragitto determinato ed unidirezionale.