Marco Mattiucci

Analogico ed Analitico

I meccanismi analogici sono tanto cari alla cultura orientale quanto in genere e spesso molto disprezzati (fortunatamente solo in passato)  dalla nostra cultura analitica occidentale.

Un esempio chiarificherà meglio il concetto: un giardino formato da piante, fiori, erba ed altro può essere semplicemente un luogo ma anche un modello che, per analogia ci insegna molto sulla nostra vita. Noi potremmo essere una pianta, il vento, gli avvenimenti della vita, le radici le nostre origini, i rami e le foglie ciò che di noi si manifesta agli altri, il fusto quello che invece siamo, il sole è l’Amore, l’ombra che proiettiamo al suolo è l’odio che generiamo e così via… Se quindi coltivando il giardino notiamo che le piante adulte vanno potate e solo se potate divengono floride capiamo che una persona adulta ha bisogno di affrontare difficoltà e dolori (potatura) per divenire serena (florida). Al contrario, le piante molto giovani e delicate hanno bisogno di un terreno soffice, acqua, sole e di tempo. Di qui si può capire che un giovane ha bisogno (ha fame) di idee (terreno ed acqua) ed Amore (sole) nonché del tempo per realizzare un discreto se stesso (un fusto duro).

Romantiche e poetiche, le analogie naturalistiche, da me particolarmente amate, sono estremamente utili ed efficaci costituendo una saggia via di riferimento per la propria vita. C’è poco di scientifico in questo ma per me la scienza è uno dei tanti strumenti che uso nel combattimento della mia vita e talvolta (a proposito di analogie), soprattutto di notte, un pugnale può essere meglio anche di una pistola.